“L’UOMO NEL CORTILE”, di Massimo Fagioli

Leggere gli scritti dello psichiatra Massimo Fagioli credo abbia rappresentato da sempre un atto di coraggio, di ribellione salvifica della mente, se per lettura intendiamo una tipologia di incontro degno della massima presenza fisica ed intellettiva. Non smentisce tale impegno la comprensione de “L’uomo nel cortile”, il nuovo libro di Fagioli in uscita il 21 Settembre per le edizioni L’Asino d’oro, che raccoglie le lezioni universitarie di psicologia dinamica tenute nel 2005 presso l’aula magna dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara “G.D’Annunzio”. “L’uomo nel cortile” riporta fedelmente sulla pagina sei incontri in cui si snoda, davanti ad un pubblico attentissimo, fitta la dialettica tra un Fagioli interrogante ed un Fagioli cogitante, che nel disegno unitario vanno ad informare una storia complessa, quella della sua ricerca sulla malattia mentale, iniziata formalmente negli anni ’70 a Roma (chi non ricorda il capitale “Istinto di morte e conoscenza”?) e poi proseguita con coerenza sino ad oggi, in quarantanni di pensiero mai riposante sui dettami delle scuole psicoanalitiche ufficiali, bensì nuovo e illuminante la dimensione archetipica del sogno, i confini tra cerebrale e mentale, le dinamiche inconsce del rapporto interumano. In occasione dell’anteprima nazionale di presentazione del volume, il prof. Fagioli ha accettato di rispondere ad alcune domande.

La genesi truffaldina della psicoanalisi di matrice freudiana, la sua storia divenuta in breve tempo monumentale, intoccabile, pare abbiano stregato tutto e tutti. Come è potuto accadere, come può ancora accadere?

Mi chiede una risposta storica, filosofica, psichiatrica. Nella scienza non accade. Il falso viene scoperto e denunciato. In politica, invece, si esaltano e si dà potere a coloro che gestiscono, come Hitler, una dimensione negativa dell’essere umano. Feuerbach aveva detto: non è dio che crea l’uomo, ma l’uomo che crea dio. Io direi che è l’alienazione religiosa dell’essere umano. E l’esaltazione di Heidegger, Freud e la psicoanalisi sembra più una storia politica che non scientifica o filosofica. Ma direi che è stato soltanto un gruppo con una certa cultura reazionaria.

Chi è “l’uomo nel cortile”?

E’ colui che ha acceso le luci ed aperto le tre porte. Sta nel cortile e passeggia per venti minuti, fino a che non entra più nessuno. E’ un uomo che, per quattro giorni, realizza il movimento che lo fa diventare la novità storica di uno psichiatra che, avendo affrontato e conosciuto la realtà umana che non è coscienza, interpreta i sogni e cura per giungere alla guarigione di chi la chiede. Ha pensato e visto che, nella natura umana, non c’è il peccato originale, né l’inconscio perverso inconoscibile.

Che ruolo ha avuto l’arte durante la maturazione del suo sistema interpretativo riferito all’attività onirica?

E’ stata un fondamento per la ricerca sul pensiero senza coscienza. Ho vissuto la vita nella scontro continuo con la certezza millenaria che l’identità umana sta nella religione e nella razionalità. Il linguaggio articolato viene molto dopo la nascita e la scrittura a sei anni di vita. Ebbi, al contrario, l’idea che l’essere umano diventa tale con l’emergenza, dalla biologia della capacità di immaginare, dopo che ha realizzato la capacità di reagire con la vitalità del corpo. I sogni sono la ricreazione del primo anno di vita in cui non c’è parola, cammino, autosufficienza, ma c’è il linguaggio delle immagini che è identità umana.

Una richiesta di senso sembra essere la domanda fondamentale che la civiltà occidentale oggi pone a se stessa. Qual è la risposta di Massimo Fagioli?

Splendida domanda. Mi conferma che né la religione né la razionalità hanno dato un senso all’umano e ad una mente diversa da quella animale. La razionalità non è mai riuscita ad avvicinarsi al pensiero senza coscienza. E’ esattamente il contrario. L’animale ha soltanto il ricordo cosciente e non ha il linguaggio delle immagini, né la scrittura. Ho trovato un senso nella vita, cercando la realtà mia e nell’umano uguale e diverso, scoprendo e facendo conoscere la verità della nascita del pensiero.

l’articolo è uscito con riproduzione riservata sul quotidiano Il Centro del 19 Settembre 2012

federica d’amato

0 pensieri riguardo ““L’UOMO NEL CORTILE”, di Massimo Fagioli”

  1. Cara Federica! complimenti, il tuo articolo è bellissimo, ed è emozionante sapere che sia stato pubblicato sul quotidiano della nostra regione. Forse lo sottovaluto un pò, ma dopo questa scoperta sono costretta a ricredermi…
    Ancora complimenti! Spero avrai piacere di fare un giro tra le pagine del mio blog, e spero che magari un giorno ci incontreremo tra le terre d’Abruzzo
    René Art Novel

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