IL VIZIO O IL MESTIERE

Quel che mi si rimprovera, sovente, è la mia incapacità di vivere per troppa immersione in quell’universo dispotico e narcotico che è la letteratura, le scartoffie, libri su libri, accumulazione incontrollata d’irrealtà in cui rifugiarsi, dicono. Più mi si rimprovera di stare sui libri, più ci casco dentro, anzi mi ci ficco come una scheggia silura la carne sana di una certezza; più il rimprovero d’amore si fa aspro e deluso, più mi incuneo in quella sacca di resistenza che, alla fine, resta. E’ solo il resto che passa.

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