La felicità di un tempo remoto

Tratto da “Ieri”

di Agota Kristof (Einaudi, 1997)

[…]

Ieri ho vissuto un istante di felicità inattesa, immotivata. E’ venuta verso di me attraverso la pioggia e la nebbia, sorrideva, fluttuava al di sopra degli alberi, mi danzava davanti, mi circondava.

Io l’ho riconosciuta.

Era la felicità d’un tempo remoto, quando il bambino e io eravamo tutt’uno. Io ero lui, avevo solo sei anni e la sera nel giardino sognavo guardando la luna.

Adesso sono stanco […]

Una nebbia lieve e grigia fluttuava sopra la casa, sopra la via. Un bambino stava seduto nel cortile e guardava la luna.

Aveva sei anni, io lo amavo.

– Ti amo -, gli dissi […]

Il bambino mi riconobbe e si mise a piangere.

Erano le sue ultime lacrime calde. Anche su di lui cominciò a piovere. La luna scomparve. La notte e il silenzio sono venuti da me per dirmi:

– Che ne hai fatto di lui?

[…]

Quanto alla mia vita, si può riassumere in poche parole: Line è arrivata e poi è ripartita.

Nella mia testa le dico ancora:

Già al tempo della nostra infanzia tu eri brutta e cattiva. Ho creduto di amarti. Mi sono sbagliato. Oh! no, Line, io non ti amo. Né te, né nessuno, né niente, né la vita.

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Cosa ti ho fatto diventare, bambina?

Una ruota era tutto il cielo nell’aperta beatitudine del tuo gioco, ed io cosa sono diventata?

Cosa ti ho fatto diventare?

Dove sei, bambina?

Che ne abbiamo fatto dei bambini che eravamo in noi?

Che ne faremo dei bambini che non siamo mai stati?

Questa immagine potrebbe essere il quadro esatto della vita d’ognuno: tra nebbie di fatica una felicità remota appare, da quel luogo in cui tutto per sempre ebbe inizio e lì s’incagliò il gesto del nome, del carattere, del sorriso e il capo di delizia deposto nel grembo di nostra madre.

Poi cosa è accaduto? Cosa ti ho fatto diventare, bambina? Chi?

Cosa dovrò fare ancora, quale rinuncia, quale ottundimento o sacrificio di pianto la notte, per riaverti al mio fianco?

Le sigarette, il liquore .

Il sonno e il coraggio iniziano a mancare.

Come riaverti dentro la vita, bambino?

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