Smettila di pagare inesplorato per un nome – Alina Vituchnovskaja

Alina Vituchnovskaja torna a insegnarmi, ogni volta, la dura lezione del ripeness is all.

Quando smetterai di pagare inesplorato per un nome?

Ho smesso e il cauterio è divenuto violento, se manca la pazienza, se crudele è la freddura del capriccio, se la capacità di credere non torna.

Non tornerà.

 

Se vuoi, impara a cominciare nel sogno.

Se puoi, cresci sulle orme altrui.

E se non vuoi, vivi negli intervalli del male.

E se non puoi, mischia la tiepida tenebra col vino.

E smettila di pagare inesplorato per un nome.

[…]

Sei nessuno, sei senza motivo, senza luogo, senza meta.

Sei mortale, e l’eternità non ti riguarda.

Se credi, rischia a prendere fuoco nel tepore.

Se lo conosci, prova un altro spazio.

E se non vuoi, lascia il vuoto della costanza.

E se non puoi, diluisci il tramonto nel cristallo.

E svuota le confessioni di qualche ospite

nella torbida pupilla, nell’indifferenza del vetro,

con fredda noncuranza sii capace di bere

la loro sofferenza non è la tua. Le loro parole sono cenere.

Chi due volte non è ascoltato impara a tacere,

ma la capacità di credere non tornerà

non soffrire di ciò che non fai in tempo a concepire.

Vale la pena se l’eternità non ti riguarda?

Se vedi, sappi che non è ciò che sta sul fondo.

Se senti, allora percepisci che è qualcos’altro.

E se non vuoi, vivi di ciò che ti sta vicino.

E se non puoi, dimentica: questo è anche in me.

[…]

Ha lasciato la sua croce il Cristo stupito,

immergendosi finalmente fino in fondo nel tuo sguardo.

[…]

Se qualcuno si avvicina,

fa’ che non sappia mai nulla.

 

Alina Vituchnovskaja, 1989 (traduzione di Valeria Ferraro)

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