Poesie a Comitò

Musellaro

da Poesie a Comitò, Noubs 2012

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I

 Il giorno era colmo di luce, porcellane imperfette

tra il vuoto dei rami e lo stupidario degli anni.

Il mio ductus riposava nei ritardi,

negli umori del Morrone che dal cielo

a strapiombo precipita l’anima del mondo

la nostra perdizione, la sua commozione.

Pensavo morire senza fughe,

trasfigurazioni cardinali

ha importanza?

Pensavo

alle noci nei bauli, al fil di lana

che trafigge secolare il respiro della cruna,

a quelle che furono di Dio nodose le mani.

Rose di algore gemmarono

purpuree la compieta e il suo dolore.

II

 Sperare di trovare qualcuno

che si prenda cura di me.

Mangiare bere fumare:

ma cos’è questo scandalo?

Ieri i cieli della mia infanzia

ne ho perduto la significanza

la decenza, la tenera partenza

degli stormi senza posologia.

I gatti tradiscono indifferenti

le leggi del bisogno,

volpi mansuete azzurrano

i fianchi della montagna:

un cielo tuona, il telefono

e qualcosa di puro raramente accade.

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