Visitation, di Michel Beaulieu – Una traduzione

Visitation – Visita

di Michel Beaulieu

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tratto da

Kaléidoscope, ou, Les aléas du corps grave, Saint-Lambert, Québec: Noroît, c1984.

[Silloge inedita in Italia]

Traduzione di Federica D’Amato

Le uniche traduzioni italiane dei testi di Beaulieu, il più grande poeta francofono quebbecchese scomparso nel 1985, sono state curate da Titti Follieri in AA.VV. Antologia della poesia contemporanea del Québec (Crocetti,1998) e da Viviane Ciampi in Poeti del Québec (Edizioni Fili d’Aquilone, 2011).

Riteniamo che Caleidoscopio, o i rischi del corpo greve, pubblicato nel 1984, sia il libro che rappresenta le poetica più dolorosa e vera insieme di Beaulieu. Poeta del tempo, poeta di quel che finisce per sempre.

*

[…]

4.

mi tendi il bicchiere dove hai bevuto

lo prendo tra mie labbra dove le tue

leggono, giri una sigaretta

che davanti alla fiamma trema tu sai

non ti farò avvicinare

di più nonostante l’attrazione della tua bocca

dove fremono parole nello scuro

io ti imploro invano da questa

sedia il gomito nudo sulla spalliera

tu non ascolti il linguaggio del corpo

ti basta alzarti poi tornare.

5.

mai fu scelto tanto male

un tempo per apparire

che vuoi dunque che ti dica

se ravvivi il desiderio

con la tua sola esistenza se

questo non trova più in te l’oggetto

ti sfiorerò ricordando

il vigore dei tuoi movimenti

quando m’affondavi il fianco

con l’abilità dei tuoi numeri

in silenzio quando il re

si girava di lato.

6.

vestirò bene i panni

del personaggio ascoltando

da un orecchio distratto parole

piuttosto che l’inflessione delle tue frasi

il tuo modo d’inciampare contro la prima

sillaba o di ammutolire nel bel mezzo

ti offrirò soluzioni

panacee contro l’esistenza

quando spieghi il rigore

dei tuoi sacrifici tu guardi

lo sguardo che ti attraversa

e non credi più al domani.

*

[…]

4.

tu me tends le verre où tu viens de boire

je le prende entre mes lèvres où les tiennes

se lisent tu roules une cigarette

elle tremble devant la flamme tu sais

je ne te permettrai pas d’approcher

davantage malgré l’attrait de ta bouche

où les mots frémissent dans l’obscurité

je te le demande en vain caché derrière

la chaise le coude à vif sur son dossier

tu n’écoutes pas le langage du corps

il te suffit de te lever de revenir

5.

jamais a-t-on plus mal choisi

son temps pour apparaître

que veux-tu donc que je te dise

autant tu ravives le désir

par ta seule existence autant

celui-ci ne trouve plus en toi d’objet

Je te caresserais en me souvenant

de la vigueur de tes déplacements

quand tu enfonçais mon flanc

de l’efficacité de tes pièces

de ton silence quand le roi

roulait sur le côté

6.

je prenderais bien le peau

du personanage en écoutant

d’une oreille distraite les mots

plutôt que l’inflexion de tes phrases

ta façon de buter contre la première

syllabe ou de te taire au beau milieu

je t’offrirais des solutions

des panacées contre l’existence

lorsque tu ecspose la teneuur

de tes renoncements tu regaides

le regard qui te traverse

et ne crois plus au lendemain.

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