Nasce BARTLEBY, la collana di narrativa breve che preferisce dire no

cop.ciclostilato

Cosa significa lavorare per un piccolo editore che ha sogni grandi?

Significa imparare a diventare grandi insieme a quei sogni, ma pur restando piccolissimi, spiritelli che giocano a fare editoria, a veicolare, con umiltà, letteratura, o almeno quella che resta (se resta).

Il primo sogno grande affidatomi da Mario Ianieri – fondatore ed editore delle edizioni omonime – è stato quello di creare una collana di poesia, L’Angiolo, nella quale far confluire i tentativi poetici di coloro che la poesia la fanno – non la dicono o tantomeno la esibiscono -, la fanno, dicevo, tutti i giorni, vivendo. Il circuito sembra banale, ma andate a rileggervi il noto adagio di Bobi Bazlen e magari capirete “che tutto matura lontano dalla nostra cecità ma a portata di mano” [Bigongiari docet]. L’Angiolo è una collana cosiddetta editorialmente “di pregio”, ma a un prezzo stracciato: altro da aggiungere?

Il secondo sogno grande affidatomi da Mario è stato quello di creare una collana di narrativa, un progetto semplice – ancora una volta, benedetta semplicità! – eppure profondo nelle intenzioni, qualcosa che attingesse alle fonti vive della letteratura, ma senza retoriche. Così nasce BARTLEBY, la nuova collana di narrativa breve della Ianieri Edizioni. 

Bartleby lo scrivano, e con lui il suo autore, Herman Melville, hanno voluto insegnarci qualcosa di enigmatico e oscuro, eppure così chiaro a maturare sotto il sole della nostra ostinata cecità: scrivere non è vivere. Se però accade che uno scrivano si convinca del contrario, e persista nella tenace inversione di rotta di quel che non si può cambiare, ebbene se questo avviene faccia in modo il nostro scrivano di essere breve, esatto e necessario, nelle parole che utilizza. Essenziale. Faccia in modo di negare costantemente il clamore di quest’epoca perduta al silenzio e al decoro, entrando per sempre nel cielo nascosto dei felici pochi. Felice, dunque, chi rinuncerà ad un avanzo di parole, felice chi farà parte di questa collana, asilo narrativo di tutti i coloro che preferiscono dire noCristina Mosca è la prima, dal 6 giugno 2014 in tutte le librerie con la raccolta di racconti Loro non mi vedono #LNM.

Anche qui, cosa aggiungere?

Forse dei ringraziamenti, dovuti, perché dietro i sogni solitamente non c’è mai una sola persona, bensì una squadra, una squadra di divini spiritelli. I nostri sono:

Mario Ianieri, l’editore

Michela Tobiolo, l’illustratrice che ha creato logo & progetto grafico

Cristina Mosca, l’autrice di #LNM e di personaggi che vi lasceranno punti interrogativi conficcati nella carne

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Per info scrivi a info@ianieriedizioni.it – fe.damato@gmail.com – stampa.ianieri@gmail.com

 

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