Così e perfetto, è vero – poesie di Giuliano Mesa

Poesie tratte da I loro scritti 

(poesie 1985-1991)

di Giuliano Mesa, Quasar, Roma, 1992

mesa

 

 

 

 

 

 

 

2 [dalla sezione I “Venti descrizioni semplici”]

sepolti i cumoli, gli annali dei raccolti

e delle crescite, del fitto fare e trattenere,

crampo, singulto, impronte che sommergono impronte,

i movimenti in direzione dei rifugi,

l’alluce di croste, il tabacco, gli abiti,

carte e conchiglie, per ogni segno,

un luogo, come tracciato nella neve,

rosso sul bianco, senza buio,

senza fumi di braci a distanza,

inghiottite molte ombre, oscillanti,

nel lato visibile dell’orizzonte –

7

[…]

tutto sedimentato, nelle tecniche di memoria,

le fasi della lingua e della luna,

il trepidante, radunato nei passaggi di maree,

ferite lente, riposi, riserve di cibo –

9

[…]

la nostra abbondanza non è fertile –

16

da silenzio immoto sprigiona, acque, capanni,

uncini, molto sale a seccare, gruppi di voci,

temi ed agisci, lontano altre voci in cerca,

i gusci vuoti aiutano, nei mesi fecondi,

anche di notte tutto è chiuso e vivente,

non precedere, nessuno –

17

quanti tragitti e morsi che loro compiono,

danno, eretti, le confetture, scaltre le azioni,

i piccoli denti che fremono, le gengive nere,

e ditina che raccolgono i rivoli, danno le gioie,

proteggono in modi innumerevoli,

loro è il possibile, il fare –

18

le loro pelli sono dolci, ed i mestieri,

con acqua e pietre, traggono cuoio,

e bende, patine, dicono ossa e lobi,

gli arpioni, le lente labbra,

come animali dolci, andiamo,

come pensieri irsuti,

sospinti, nelle luci –

7 [dalla sezione “Topografia invernale, lacunosa”]

e poi le mani si posano sulle ginocchia,

gli occhi non guardano nulla,

la schiena si incurva un poco,

le palpebre, pian piano abbassate,

cercano di coincidere, di combaciare:

così e perfetto, è vero

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