Un’amicizia finalista al Premio Coop for Words 2014

I rigori dell’inverno e gli amori amati male, a volte, servono a qualcosa.

Lo sappiamo bene io e Valentina Di Cesare che abbiamo messo a frutto siffatti rigori – e siffatti disamori -, facendoli fiorire in parole, in mancate poesie destinate a diventare canzoni. Il pretesto era quello degli Olotropica, il gruppo musicale in cui Valentina è cantante, e madrina di quattro musicisti scatenati (e bravissimi). Avevano bisogno di testi per il loro disco di esordio. Ma, appunto, si trattava di un pretesto, perché altre erano le ragioni profonde di quel nostro scrivere, altre le immagini che quelle parole cercavano di lasciarsi alle spalle. Più o meno funzionava così: a sera arrivavo a casa di Valentina, dopo il lavoro, lei sul divano, io al tavolo. Dopo cena bastava guardarci per dare il via alla confessione dei reciproci disastri. Solo dopo si iniziava, naturalmente, a trovare parole, con il cuore incastrato a una musica. Quella musica è stata l’anima di un anno irripetibile, che ora volge al termine, il sottofondo impronunciabile che ha ordinato la bellezza dei dieci testi da noi scritti, a cui, sono certa, gli Olotropica e la straordinaria voce di Valentina renderanno giustizia.

Un po’ per gioco, e un po’ per testare la validità del nostro lavoro, io e Valentina abbiamo deciso di partecipare al concorso Coop for Words, per la nuova sezione “Canzone d’autore”. Il risultato è che i nostri testi non solo sono andati in finale, ma si sono posizionati tra i primi posti. Piccole soddisfazioni che danno un senso a inverni – e amori – già sepolti. Grazie all’amicizia, grazie alle righe di una canzone.

A seguire i testi premiati:

 

Maurizio e la corriera (2° posto)

Prendeva il vento alle sei di mattina

lo aspettava il turno che non perdona,

Maurizio fumava l’ultima stella

tra le dita quel nome tre sillabe appena.

In tasca un verso di Eugenio Montale

e il cerino dei giorni che senza non vivi,

arriva la corsa, corriera in salita

ti penso Francesca, di spalle alla vita.

 

Il cuore affamato batteva sul chiodo

se esco sul presto ti porto all’altare.

 

Domani, domani, sarà tutto più bello

se arrivi alle sette mi svuoto le tasche

e ti leggo la luna dei doganieri

dirai non mi basta, toccherai le mie mani.

 

Correva la notte alle sette di sera

corriera di noia col sonno sui vetri

Maurizio pensava, Maurizio credeva

che alla fine del mese la vita iniziava.

Al buio cammina, le mani alle tasche

Il poeta ora tace tra le strade incrociate

se compro una bici ti vengo a suonare

Aspetta Francesca, dobbiamo parlare.

 

Il cuore affamato batteva sul chiodo

se esco sul presto ti porto all’altare.

 

Domani, domani, sarà tutto più bello

se arrivi alle sette mi svuoto le tasche

e ti leggo la luna dei doganieri

dirai non mi basta, toccherai le mie mani.

*

Sassio e Deò (4° posto)

Sassio e Deò avevano spighe dorate

al posto dei seni

e le canzoni tra i capelli

quando si videro pettinarono il cielo.

 

Quando cammini ti giri a guardare

le vorresti abbracciare portare all’altare

 

Sassio aveva il letto di foglie

una famiglia di nodi alla gola

una bugia vicina all’occhio sinistro

Deò aveva le mani fredde i piedi lunghi

gli occhi pieni di libri

una lama nera nel cuore destro

 

Quando cammini ti giri a guardare

le vorresti abbracciare portare all’altare

 

Sassio e Deò si baciavano

con le mani nascoste nei jeans

facendo figli con la lingua

pulendo a fondo il sottofondo del mondo

 

Quando cammini ti giri a capire

le vorresti accudire non farle soffrire

 

I testi fanno sono pubblicati nell’antologia Spesa finita, si torna alla vita? edita da Coop for Words, 2014, €10,00

 

 

 

 

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