Un po’ di (artigiana) editoria

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Le splendide donne dell’agenzia letteraria Ponte di carta (Avezzano) mi intervistano QUI.

A seguire un breve estratto.

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Un consiglio per un giovane esordiente?

Se intendi di un esordiente che scrive, non ha mai pubblicato e intende farlo… Be’, gli consiglio di rimettere il suo manoscritto nel cassetto, alzarsi dalla sedia, sperimentare una grande fatica in qualsiasi campo della vita, e poi riprendere in mano quella storia, cercando di essere onesto con se stesso e chiedendosi se è davvero il caso, o meno, di intasare la posta di un editore. Se intendi un esordiente che ha all’attivo il suo primo libro, magari pubblicato da un big dell’editoria, be’, anche in questo caso gli consiglio di frenare e di non farsi prendere dall’eccitazione dei complimenti, dalle stroncature, etc. Il problema oggi sono i facili entusiasmi, soprattutto fomentati dai circuiti autoreferenziali che s’innescano in realtà social come facebook & co. Ma la scrittura, perdio, come fa a nascere in un ambiente social? Soprattutto, mi chiedo spesso, quegli scrittori che stanno sempre connessi, quand’è che scrivono? Sarò old style ma la penso così. Io consiglio sempre la fatica, che non è una cosa brutta, soprattutto se condotta con la partecipazione gioiosa del corpo: fa nascere fiori e capire il valore delle cose che accadono, permette di raccontarle senza sbavature, dopo un giusto silenzio. L’amato San Bernardo nel XII secolo scriveva che “qui chi più ama più deve correre”.

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