Scoglio della ballerina – leggendo Valerio Nardoni

Tutto è sottile e niente è facile in questa prima modulazione poetica di Valerio Nardoni.

Senso di facilità (Passigli, 2014), infatti, è il crocevia dove i corpi sottili della giovinezza si incontrano per salutarsi, un’ultima volta, e finalmente darsi commiato. Le voci così si fanno umbratili e marine, fresche e lente, sullo sfondo d’una sera antica, paziente.

In altra sede scriverò meglio di questo libro bello, destinato a durare oltre la breve stagione d’una prova.

*

SCOGLIO DELLA BALLERINA

Al maestro Aldo M.

Non mi costringano le occhiaie

dei giorni adulti a non volerti più

povera com’eri,

sul punto di sbagliare.

//

Non sia per stanchezza

venirti incontro,

ma come ieri che ti prese il pianto

perché da grande

volevi diventare bella.

Spettinata sul letto

come nel vento essere un’ape

e tutt’intonro

salsedine.

//

Mi tengo intanto il mare, solo un brano

da dipingere, un po’ a riparo,

la tamerice controluce,

e una mattina

lontano.

 

da Senso di facilità, Passigli, 2014, Valerio Nardoni (prefazione di Franco Buffoni)

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