Nella notizia

Dietro ogni malattia, c’è un Peter Pan che se torna per sempre nel suo altrove, un Ariel che muore, mentre i vecchi, immeritatamente, continuano a piantare nella testa i chiodi di quando mancarono quel che andava fatto.

Dietro ogni malattia, il giorno della vita si aggrappa a quello della morte, mentre i paradigmi del tempo consumano gli ultimi giocattoli, li fanno migrare verso l’occasione di un nome nuovo. Eppure sempre lo stesso, uguale nei secoli solo a se stesso.

Dietro ogni malattia, c’è il saluto del sangue a tutti i giorni dell’infanzia, quando nostra sorella ci teneva la mano sussurrando piano dormi, dormi bene vicino a me.

*

Milo De Angelis, da Tema dell’addio, Mondadori, 2004

Affogano le nazioni, crollano le torri, un caos
di lingue e colori, traumi e nuovi amori,
entra alla Bovisasca, spazza via il novecento
della solitudine maestra, del nostro verso
sospeso nel vuoto. Altre donne si aggirano
tra gli scarti del mercato, nella nuova miseria
di questo istante. Io siedo al caffè sottocasa,
guardo il paesaggio che fu di Sironi, in un solitario
dodici agosto, inizio a convocare le ombre.
Rivedo mio padre in una città di mare, una brezza
di Belle Epoque e un sorriso sperduto di ragazzo.
E poi Paoletta che sul tatami trovò la vittoria
a tre secondi dalla fine. E Roberta
che ha dedicato la sua vita. E Giovanna,
in un silenzio di ospedali, quando il tempo
rivela i suoi grandi paradigmi.
“Torneranno vivi gli amori tenebrosi
che in mezzo agli anni lasciarono
una spina, torneranno, torneranno luminosi.”

Lascia un commento