Una poesia di Michele Miniello

A Termoli, una sera di vento dove tutto finiva, accanto la scoperta di un poeta con la voce piena di passi.

*

da La fedeltà dei passi, Michele Miniello, Crocetti Editore, 1986

 

Dal modo in cui tiene la testa

e da come orchestra le mani

si avverte che sa il legame

tra il detto e il non detto,

la sua è la collera leggera di un uccello.

Presa dal bisogno di sentirsi lontana

precipita la voce che faceva da scopo

e il sorriso insolente

ritagliato nel silenzio degli altri

insinua con grazia un campo di prova.

Se non riesce a giocare d’anticipo, s’annoia.

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