Allenamento con te – una poesia (e un incontro) con Mariangela Gualtieri

8/11/2015

Nel pomeriggio di un autunno impazzito di sole, con un po’ di giugno e i fiori negli occhi degli altri, incontrarla.

Vederla come una piccola cesta di stelle, in pieno giorno, vederla come un canto che allontana la morte, incontrarla col gelato in mano e la fame, non di una donna di sessant’anni – una cosiddetta dagli altri “poetessa” -, ma di una cucciola della mia specie.

Incontrarla e parlare dell’amico e dell’amato, del vino, degli ulivi e la loro capacità di calmarci, dell’orto e degli innesti, parlare del pane e del lievito madre da cui deriva ogni cosa. E per questo correre a casa, prendere olio nuovo, mele piccole succose piene di vermi, riempire un sacchetto di noci e poi tornare indietro, consegnare il bottino per il suo viaggio di ritorno fino al ricordo del nostro primo incontro.

*

Allenamento con te, Mariangela Gualtieri, da Le giovani parole

Scrivere ancora per te.
Contro quella tua sponda
ho sbattuto nello scontro
le tue punte aguzze, le mie – le tue braci.
Ho pianto molto – per te.
Ho spento in me un’ira scancellante
che ti voleva estinto. Una fatica
e furia che inghiotte e parole
e ne lascia sonore solo poche, confuse
ottenebrate. Ma per te è piovuta
nel mio fondo un’acqua feconda
goccia a goccia da un tempo
e adesso
sottovoce la notte una gioia
balbetta nel petto d’essere insieme
abbracciati in un letto 
del mondo. E tentare, non stancarsi,
imparare ancora
nelle latitudini terrestri – come
fare la traversata, in un fiorendo
di compassione e passione, in un amando
tutto – di largo – in remissione. 
In attento dolce duro
allenamento con te.

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