“LA CONSOLAZIONE DELLA POESIA” su «La poesia e lo spirito», intervista a cura di Giovanni Agnoloni

Giovanni Agnoloni, sulla bel blog «La poesia e lo spirito», mi intervista sul tema della consolazione della poesia, in relazione all’omonima antologia poetica da me curata La consolazione della poesia, Ianieri Edizioni, 2015. Il libro, ospitato dalla collana di poesia da me diretta L’angiolo, riunisce intorno al nodo della consolatio le poetiche e le poesie di Antonio Bux, Sonia Caporossi, Alessio Di Giulio, Francesco Iannone, Valerio Nardoni, Giuseppe Nibali e Bernardo Pacini, con una postfazione di Giuseppe Munforte. Buona lettura.

1) Il tema della ferita e quello della consolazione sono al centro di questa antologia poetica. Si tratta di due poli opposti o complementari? E in che modo l’ideale “spola” tra essi viene pilotata (o seguita) dagli autori?

Affinché una ferita venga incontrata, attraversata e abitata nella sua capacità di rivelarci a noi stessi, credo sia necessario rinunciare non al nostro bisogno di consolazione, ma proprio al suo contrario ovvero all’idea che non vi sia consolazione praticabile per la nostra dolorante umanità. E la spola di cui lei giustamente parla è proprio la dimostrazione di una consolazione possibile, in cui la poesia – mezzo tra i mezzi – mimeticamente si perde. Ed è un bene che così sia. Il movimento, dalla ferita alla dimenticanza della ferita, è la consolazione, e gli autori presenti in antologia in tal senso sono in cammino, proprio perché incapaci di pilotare qualsiasi méta, ma solo in grado di farsi viandanti, di porgere il fianco.

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