Profonde e amiche le parole che Paoli Risi dedica al mio ultimo libro Lettere al Padre. Preghiera in forma di lettera (Ianieri Edizioni), parole che informano la sua bella recensione apparsa nei giorni scorsi sul sito Zest Letteratura Sostenibile, che non finirò mai di ringraziare per l’attenzione e la cura con cui seguono il mio lavoro.

«[…] Forse il bene da elargire non è altro che una chiave dentro di noi girata direttamente da Dio?

Noi che siamo soltanto capaci di pregare, constata Federica D’Amato, e da questa riflessione – una delle possibili – avvia un dialogo a distanza con un amico il cui nome è Comitò: “Fu così che, un po’ per commozione e un po’ per incoscienza, ognuno per suo conto ma in dialogo, iniziammo a pregare il Padre nostro […] perché dal fondo di quei giorni qualcosa, o qualcuno, mi curava, perché quel Padre, sin dall’infanzia, più lo chiamavo e più mancava. Iniziammo così, a scriverci delle lettere a commento dell’antica preghiera: l’unico segno di realtà che egli nella mia vita abbia lasciato” […]»

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