Requiem per un’ombra, di Laura Toffanello e Mario Pistacchio: VIETATO NON LEGGERLO

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Tra le numerose notizie belle di questa primavera anticipata, ce n’è una che mi ha fatto vibrare d’allegria più delle altre: la pubblicazione dell’ultimo libro di Laura Toffanello e Mario Pistacchio, un miracoloso duo di scrittori che,  già nel 2014, con L’estate del cane bambino (il loro “esordio”), mi fece accogliere, amare e superare il tema dell’infanzia, da sempre mia ossessione di ricerca esistenziale e letteraria. Requiem per un’ombra, questo il titolo dell’opera da ieri in tutte le librerie grazie alle Edizioni 66thand2nd (editore che amo, ma questa è un’altra storia). Ho il Requiem tra le mani, non ancora ho avuto il tempo “pacificato” – indispensabile per leggere con attenzione (weiliana) – di iniziarne con gli occhi l’avventura.

toffanello_pistacchio-624x468Ho il tremendo sospetto che mi piacerà, e non perché adoro Laura e Mario, ma semplicemente perché so con precisione scientifica che Laura e Mario, quando scrivono, mandano a memoria se stessi, e questo somigliare della scrittura alla propria vita, è l’unica forma di letteratura che io ritengo tale, l’unica che riesco a capire, l’unica alla quale riesco a restare fedele. Bandisco, da tale affermazione, qualsiasi intento critico e relativo disaccordo: le storie che si aprono alla preghiera del linguaggio rifuggono tutte le pesantezze intellettuali, sono come le corse dei bambini all’uscita di scuola. 

E Mario e Laura sono storie, non persone: è questo che li rende scrittori, ma soprattutto è questo che li rende profondamente, e in modo commovente, umani.

In bocca al lupo per questa nuova avventura, cagnolini miei.

Maggiori informazioni sul libro le trovate QUI

 

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