Collaborazioni

Il progetto ritratti di Federica nasce nel 2013 da un’idea dello storico della fotografia e fotografo Bruno Imbastaro. Siamo sul mare di San Vito (Chieti), in una villa bianca appartenuta a due poeti i quali volentieri mettono a disposizione della piccola impresa la loro sognante, estatica dimora estiva. Dalle tre alle sette del pomeriggio Federica è seduta su di una sedia, quasi immobile, tra sigarette e afa, mentre Bruno, con la propria macchina fotografica Hasselblad, la inchioda ad una storia. Una storia che oggi non esiste più. Restano dei ritratti, con dentro l’anima della ragazza e del mare. 

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Bruno Imbastaro«La luce illumina la stanza. Avvolge con la sua energia il volto teso nella posa. La luce degli occhi di Federica, frammenti di storie trattenute, di un tempo che non passa e che indugia sul ciglio di una passione che ci avvolge. La fotografia registra un altro mondo, un’emozione, l’attesa di una lacrima, la condivisione di una fragile fatica. Così sono gli occhi di Federica, piccole tracce dell’infinito che è in noi. Il ritratto in fotografia è materia solenne e difficile. Ha a che fare con il tempo degli sguardi: a proposito, mi viene in mente un commento di Roland Barthes alla fotografia del cagnolino e del ragazzo di Kertész: “Non guarda nulla: trattiene dentro di sé il suo amore e la sua paura…”» Bruno Imbastaro*

«Quella Federica non esiste più: quel cappello, quel sorriso, quella voce… Niente, tutto perduto. Ma quell’anima Bruno l’ha salvata per sempre» Federica D’Amato

Di I ritratti di Federica è stata organizzata una mostra al Mu.Mi di Francavilla, nell’agosto del 2013.

Attualmente Bruno e Federica lavorano insieme ad un progetto sul rapporto tra parola e immagine.

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*Bruno Imbastaro.

Nato a Francavilla al mare in una calda giornata di giugno del 1949, ha meditato a lungo sulle immagini dell’infanzia a Francavilla, sull’azzurro del mare e sugli oleandri dei viali. Un mondo che non esiste più (la fotografia è anche operazione di nostalgia). La Voigtlànder ad obiettivo fisso fu la prima meraviglia, la scoperta di uno strumento che permetteva di “ricreare” il mondo guardandolo da una piccola finestra. Dopo disordinati studi di lettere e filosofia a Bologna, si interessa di fotografia nel cinema con Vittorugo Contino (Centro Sperimentale di Fotografia nel Cinema a Roma). Nelle prime tre edizioni di “L’Aquila città in cinema” segue i laboratori in esterno ed interni riguardanti la “Fotografia nel cinema” con Luciano Tovoli, Nestor Almendros, Vittorio Storaro.

1980/81 — IRPINIA II primo servizio fotografico su commissione, oggetto di una mostra itinerante sul terremoto in Irpinia commissionato dalla CGIL Abruzzo.

Per la Fondazione Michetti di Francavilla al Mare, cura le riproduzioni d’arte della pubblicazione del catalogo del Premio (edizione ‘88/89), il volume sull’”Ottocento Teramano” e “Mare e Figure” curate dal critico d’arte Enrico Crispolti.

1990 – Per la casa editrice teatina “Metis” progetta il marchio e la grafica coordinata di alcune collane (Streamers, collana di Cinema, Soteria, psicologia e psicoanalisi etc.). Cura l’editing, la grafica e l’impaginazione di volumi quali: Il cinema di Maurizio NichettiAmor Vacui saggio sul cinema di Antonioni di Nicola Ranieri, Al cinema con Savinio di Auro Bernardi, le opere complete di Charles Cros etc.

Nel 2002 con BluFactory-movie realizza documentari e servizi multimediali: La Provincia narrata, doc. tratto da diario “Dico a te Clio” di A. Savinio, Narrate donne la vostra storia, doc. sul lavoro delle donne nelle grandi fabbriche del tessile e dell’elettronica in Abruzzo, Cuore Amaro (per non dimenticare Marcinelle) un documentario sulla tragedia della miniera del Bois du Cazier dell’agosto 1956, Genius Loci, D’Annunzio e Pescara sul rapporto di G. D’Annunzio con i luoghi della propria infanzia.

Dal 2009 al 2013 tiene corsi di fotografia per l’associazione Unilieta Auser– Sambuceto e per l’Istituzione Museo Castello di Nocciano.

2011 – Inizio di attività espositive con la mostra fotografica c/o la libreria City Lights di Pescara: metamorfosi urbane.

2012 – Dal.6 al 28 giugno mostra antologica (Quel certo modo di porre lo sguardo) al MuMi (Museo Michetti) di Francavilla al Mare a cura di Daniela Garofalo e con pubblicazione del catalogo Textus.

Attualmente lavora ad un progetto espositivo che riguarda “Il paese alto” a Francavilla al mare

Bruno Imbastaro_Lo sguardo errante (breve nota sulla fotografia)

La fotografia, frutto dell’osservazione e della proiezione affettiva del fotografo, come ogni opera d’arte, vive quando incontra un altro sguardo. Cambierà significato? Cambierà aspetto? Trepidazione ed emozione di un nuovo incontro. Fuori dalla cronaca e dall’approccio contingente del reportage a tema, la riflessione sulla fotografia diventa discorso sulla sua ambiguità, sul suo linguaggio e sui significati più profondi di icona e simulacro, debole traccia, ieri fisico-chimica, oggi digitale, della realtà mutevole.

Bruno Imbastaro p.ph 340 5062503 – bruno@blufactory.it